Anno III lunedì · 2 Novembre 2026 Accedi Abbonati
Personaggi

“El Pret de Ratanà”

Il titolo di questo articolo, è in dialetto lombardo e significa il prete di Retenate, che è un paese della città metropolitana di Milano, allora comune autonomo, oggi frazione di Vignate, dove il personaggio in questione, il cui nome era Giuseppe Gervasini, fu cappellano dal 1897 al 1901 quattro anni che bastarono a costruire la sua leggenda. La storia di Giuseppe Gervasini, tuttora conosciuto in Lombardia, appunto, come “El Pret de Ratanà” è, infatti, sospesa tra realtà storica, devozione popolare e leggenda. Nacque il 1º marzo 1867 a Sant’Ambrogio Olona, vicino a Varese, in una famiglia molto povera. Da bambino si trasferì con i genitori a Milano, nel quartiere Isola. La sua intelligenza convinse la famiglia, a farlo studiare nonostante le difficoltà economiche. Frequentò quindi scuole salesiane legate a Don Bosco e poi il seminario di Milano, venendo ordinato sacerdote nel 1892 e diventando parroco della natìa Sant’Ambrogio. Don Giuseppe, è un prete strano, dai modi burberi e scontrosi, ma di grande carisma. Parlava esclusivamente in dialetto e aveva incredibili facoltà taumaturgiche grazie a una conoscenza erboristica profonda. Molti malati si rivolgevano a lui quando non potevano permettersi un medico o non avevano fiducia nella medicina dell’epoca. Numerose persone attribuirono alle sue cure guarigioni straordinarie, tanto che iniziò a essere considerato un guaritore e persino un vero e proprio taumaturgo. Ma il suo carattere bizzarro, inizia a provocargli nemici soprattutto in ambito ecclesiastico. Viene spostato di parrocchia in parrocchia, finché nel 1897 non finisce a Retenate, nella cappellanìa dei Conti Greppi, dove prenderà il soprannome di “pret de Ratanà” (prete di Retenate) e dove la sua fama di guaritore tocca l’apice. Don Gervasini, non applica solo decotti, ma, a volte cura con metodi “disgustosi” come la frutta marcia, o applicazioni di sanguisughe e fette di lardo. I rimedi popolareschi del “Pret de Ratanà” sono però miracolosi e la gente guarisce. I Conti Greppi, iniziano a non sopportare più il vedere i propri lavoratori che facevano la fila per farsi guarire. Inoltre don Gervasini aveva contro l’arcivescovo Ferrari, che su pressione dei Conti, nel 1901 prende al balzo l’occasione, per sospendere a divinis el pret de Ratanà. Ma al di là della questione sociale di questo prete che curava quelli che i conti consideravano come bestie da soma, c’era il fatto che don Gervasini, aveva metodi considerati stregoneschi, che davano l’opportunità, alla medicina ufficiale di fargli guerra, anche perchè, guariva gratis chi non riusciva a pagarsi un medico, dato che allora la medicina era costosa. Inoltre nel 1898 don Gervasini, si era schierato coi manifestanti milanesi durante la “rivolta del pane” cui misero fine le famigerate cannonate di Bava Beccaris. Tuttavia, Don Gervasini, aveva sì, un carattere capace di prendere a schiaffi e pedate, ma era di cuore buono e generoso, e potremmo quindi definirlo come il classico “burbero dal cuore buono”. Proprio il suo cuore buono e generoso, unito alla devozione popolare nei suoi confronti, permise la sua Reintegratio a sacris, ma venne comunque trasferito a Cassina de’ Pecchi, dove avvenne l’episodio curioso del “miracolo del tram”. Il “Gamba de Legn”, il tram, in dialetto lombardo, pare, infatti, che si bloccasse sempre inspiegabilmente, alla fermata della chiesetta di Cassina de’ Pecchi, senza mai arrivare al capolinea e questo problema tecnico si risolse solo una volta arrivato don Giuseppe, come parroco. Negli ultimi anni visse nella zona di Baggio, a Milano, in una casa che la gente chiamava “Casa dei Miracoli” perchè, da ogni parte della Lombardia, arrivavano persone in cerca di consigli, cure, o conforto spirituale. El pret de Ratanà, muore il 22 novembre 1941. La sua tomba al Monumentale di Milano, è ancora tra le più visitate ed anche se la sua vicenda umana ricorda molto quella di Padre Pio, a differenza del frate di Pietrelcina, il suo culto non è riconosciuto. Forse aveva pestato troppi piedini delicati con il suo caratterino niente male. Ciò che rende affascinante Giuseppe Gervasini, è proprio l’ambiguità della sua figura: per alcuni, infatti, fu semplicemente un sacerdote con solide conoscenze di erboristeria, mentre per altri era un uomo dotato di capacità straordinarie. Tra storia e leggenda, il “Pret de Ratanà” resta uno dei personaggi più misteriosi e popolari della Lombardia del Novecento e per questo degno di avere un articolo a lui dedicato su questo portale.

Père Sisyphe

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