Anno III mercoledì · 2 Settembre 2026 Accedi Abbonati
Aforismi

Chi sono davvero gli “Illuminati”? Una lettura alternativa

Nella storia umana, vi sono stati molti uomini che hanno scritto opere letterarie, composto canzoni, o realizzato opere d’arte, nelle quali, si celavano delle vere e proprie profezie. Molti li chiamano, peraltro spesso a sproposito “Illuminati” accusandoli delle peggiori nefandezze, come espressione del cosiddetto Nuovo Ordine Mondiale. Io, invece, sostengo un’opinione completamente diversa. Secondo me, infatti, costoro, non erano e non sono, perchè ve ne sono ancora in giro, adepti del Nuovo Ordine Mondiale, ma oppositori di quest’ultimo, che cercano di mettere in guardia l’umanità, dai suoi programmi contro iniziatici. Da secoli, infatti, gli Iniziati ed i Contro iniziati, combattono una guerra nascosta, metafisica, ma estremamente reale, nella quale la posta in gioco, è il destino dell’umanità. Ecco quindi, che, se un personaggio, sicuramente Iniziato, si sbilancia in profezie sul futuro e le mimetizza, all’interno di un romanzo, o di un film, o di qualsiasi altra opera d’arte, è evidente che vuole, che il mondo sappia cosa sta per accadere e quindi non può lavorare per i Contro iniziati, che, invece hanno tutto l’interesse a tenere nascosti i loro progetti. Sarebbe come se un giocatore di carte, dichiarasse cosa ha in mano. Certo, non posso escludere progetti di disinformazione contro iniziatica, ma quando le profezie, a distanza di decenni si avverano, come si può negarle e definirle come tali? Scrivo questo articolo, per scatenare un dibattito su questo argomento e spero che commentiate in tanti, per capire cosa ne pensano gli Iniziati di oggi, od i semplici appassionati del mistero. Chiudo l’articolo, con un brano tratto dal capitolo VII di “1984” un libro scritto da George Orwell, fra i più citati, proprio come testo contro iniziatico a favore del Nuovo Ordine Mondiale e che rientra precisamente nella categoria delle profezie rivelatesi esatte. Ecco il brano:

“Finché continuavano a lavorare e generare, le altre cose che facevano non avevano grande importanza. Lasciati a se stessi, come bestiame in libertà nelle pianure argentine, avevano sviluppato uno stile di vita che pareva gli si confacesse alla perfezione, una specie di modello ancestrale. Nascevano, vivevano in topaie, cominciavano a lavorare a dodici anni, attraversavano un fiorente quanto breve periodo di bellezza e di desiderio sessuale, a vent’anni si sposavano, a trenta erano già uomini e donne di mezz’età, per poi morire, quasi tutti, a sessant’anni. Il lavoro pesante, la cura della casa e dei bambini, le futili beghe coi vicini, il cinema, il calcio, la birra e soprattutto le scommesse, limitavano il loro orizzonte. Tenerli sotto controllo non era difficile.”

Non è, a parte qualche dettaglio, che, second0 me rappresenta il mimetismo necessario a far passare il messaggio, quello che sta succedendo, oggi? O mi sbaglio?

Père Sisyphe

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