Anno III lunedì · 2 Novembre 2026 Accedi Abbonati
Personaggi

Tatanka Mani e la spiritualità dei nativi americani

Oggi vogliamo parlare di Tatanka Mani, conosciuto come “Bisonte che Cammina” (1871–1967) leader della tribù indigena degli Assiniboine, originaria dell’Alberta, in Canada. Rimasto orfano di madre alla nascita, crebbe seguendo i canoni culturali e spirituali, tradizionali della sua tribù, prima di essere adottato da un missionario metodista, che lo battezzò, dandogli il nome inglese di George McLean e lo inviò nelle scuole residenziali canadesi, contesti noti per la dura imposizione dell’assimilazione culturale. Nonostante ciò, Tatanka Mani, riuscì a preservare la propria identità e su forte insistenza degli anziani, tornò nella riserva per mettere l’istruzione acquisita, al servizio del proprio popolo. Lavorò come consigliere e divenne poi Capo della Bearspaw Band (Banda della Zampa d’Orso) dal 1912 al 1916 e dal 1920 al 1935 lottando strenuamente per il rispetto dei diritti stabiliti dai trattati, in particolare quello del 22 settembre 1877 siglato a Blackfoot Crossing, con la Corona britannica alla cui stipula, assistette da bambino e conosciuto come Trattato Numero 7. Adesso la richiesta del rispetto di questo trattato da parte della Banda della Zampa d’Orso come ormai è conosciuta la nazione indigena degli Assiniboine, è tornata di attualità in quanto alla fine del 2024, sotto la guida del Capo Darcy Dixon, la Bearspaw First Nation, ha avviato una storica class action, contro il governo federale canadese, per chiedere l’adeguamento all’inflazione della somma di 5 Dollari che dal 1877 il governo paga, annualmente, a ciascun membro di quella comunità, come stabilito proprio dal dal Trattato 7. La causa intentata per chiedere un risarcimento miliardario per tutte le nazioni indigene firmatarie del Trattato 7 denuncia il fatto che la cifra non sia mai stata adeguata all’inflazione in 150 anni considerando che all’epoca 5 dollari, erano una somma considerevole, mentre oggi hanno un valore puramente simbolico. Ma aldilà del suo impegno per il rispetto dei diritti delle nazioni indigene canadesi, che lo ha portato ad essere ambasciatore globale per la pace nel mondo, arrivando a viaggiare in ben 18 paesi e ad intraprendere nel 1959, alla soglia dei novant’anni, un incredibile tour mondiale di pace, promosso dal movimento internazionale Moral Re-Armament (Riarmo Morale) nel quale parlò a folle oceaniche, promuovendo la dignità umana, l’armonia interrazziale e il superamento dei conflitti attraverso l’ascolto reciproco, Tatanka Mani, è stato anche un’importante figura spirituale, della cultura nativa americana, celebre in tutto il mondo per i suoi profondi insegnamenti sulla connessione spirituale tra l’uomo e la terra. Criticò l’approccio dei coloni e dei missionari occidentali che vedevano la natura solo come una risorsa da sfruttare ed in questo senso, può essere considerato, come un antesignano dell’ambientalismo odierno, visto però non in chiave ideologica, ma, appunto, spirituale. Egli, infatti sosteneva che ogni elemento della creazione: foglie, rocce, fiumi, alberi, eccetera racchiudesse uno spirito ed una lezione da comprendere con umiltà e compassione rendendo quindi il personaggio, molto simile ad un San Francesco moderno in versione nativo americano, come dimostra l’aforisma seguente, col quale ci piace chiudere questo articolo: “Sapete che gli alberi parlano? Essi lo fanno! Parlano tra di loro e loro vi parleranno se solo voi li ascoltate.”

Père Sisyphe

1 commento

  1. Grazie per aver puntato su uno dei rappresentanti degli indigini privati di quasi tutti. A che punto sono ke trattarive per il denaro mai aggionato?

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