Le Fiabe di Edelëas è un’opera letteraria che si colloca a metà tra la narrativa fantasy e la fiaba iniziatica. L’autore, Gianluca Vincenzo Liserra, costruisce, infatti un continente immaginario — Edelëas — popolato da Elfi, Fate, Gnomi, Umani e Fèrathim, ma soprattutto da simboli, archetipi e riflessioni che trascendono il semplice intrattenimento. Le fiabe della raccolta, sono 33 numero altamente simbolico ed affrontano temi profondi: la sofferenza, l’inganno, la responsabilità verso la natura, la tensione tra luce e ombra, la ricerca spirituale e la trasformazione interiore. Il tono alterna momenti luminosi e poetici a passaggi cupi e drammatici, mantenendo sempre un intento pedagogico e simbolico. Nonostante il titolo e la forma fiabesca scelta dall’autore, non è un libro per bambini, ma si rivolge, invece, ad un pubblico adulto che cerca nella narrativa un percorso di introspezione, se non di vera e propria auto iniziazione. Le Fiabe di Edelëas, è, quindi, un libro che non si limita a raccontare storie, ma invita a guardarsi dentro, ad interrogare la propria relazione con la natura, con la società e con il trascendente, unendo fantasy, filosofia e spiritualità, risultando ideale per chi ama le narrazioni simboliche ed i mondi costruiti con profondità, alla maniera di Tolkien, ma con maggior leggerezza narrativa. Ma quello che colpisce, è l’attualità di questo libro, che include nella terza edizione un sottotesto ecologico e spirituale, ispirato dagli incendi, che, periodicamente colpiscono l’Aspromonte, terra d’origine dell’autore. Ma aldilà di questo riferimento quasi biografico quello che interessa e rende attuale il libro, è proprio il simbolismo cavalleresco, che non è morto, col medioevo, anzi, è più vivo che mai, perchè, mai come adesso, gli Uomini hanno bisogno di un simbolo in cui credere, un vessillo luminoso che infonda la speranza e la voglia di ribellarsi alle tenebre, un vessillo che possa spingerli a combattere contro la tirannide dell’Oppressore e spezzare quelle invisibili catene di cui sono oramai rassegnati schiavi. Mai come adesso, infatti, l’anelito di libertà e giustizia echeggia nei cuori di molti. C’è dunque bisogno di un corno che suoni l’adunata e che squilli forte tra gli anfratti dei monti e nelle vaste distese delle pianure, perché tutti coloro che vogliono lottare per la propria libertà e ristabilire giustizia si riuniscano e si vestano con le loro cotte di maglia, brandiscano le loro spade ed incocchino le loro frecce sugli archi e combattano contro gli Orchi, i Goblin, i Troll e i Draugar al soldo dell’Oscuro Signore degli Ulthur, senza farsi intimorire dai Demoni dell’Ombra dell’Avversario. C’è bisogno di credere nei Cavalieri di Edeleas, ai quali abbiamo voluto rendere omaggio, con questa immagine realizzata con l’intelligenza artificiale.

Père Sisyphe