In questo articolo vogliamo parlare del mistero della morte, non nel solito modo in cui viene presentato quando si parla di questo argomento in termini misteriosofici ma facendo una riflessione fra il serio ed il faceto su come si possa morire in modi strani quasi surreali, alcuni davvero misteriosi, tanto da poter sospettare che l’uomo ci abbia messo lo zampino. Alcune morti di personaggi famosi, infatti, lasciano molti dubbi sulla loro reale dinamica, tanto sono, appunto surreali. Ecco una breve carrellata di morti di personaggi illustri. Iniziamo dal mondo antico. Si dice che il famoso tragediografo greco Eschilo, sia stato ucciso da un’aquila, che avrebbe scambiato la sua testa pelata per un sasso lasciandovi cadere sopra una tartaruga per romperne il guscio. Sinceramente, senza voler riaprire il caso, anche perché del cadavere di Eschilo, crediamo non resti più niente, per fare accertamenti autoptici, ci sembra una versione assurda considerando che l’aquila, è un uccello dotato di una vista davvero acuta, da far pensare che in realtà, qualcuno abbia colpito alla testa il famoso scrittore inventandosi poi questa leggenda. Anche Pirro, re dell’Epiro, risulta morto in modo simile, per una tegola cadutagli in testa. Questa morte risulta sicuramente più credibile di quella di Eschilo, ma, vista la contiguità territoriale, parliamo, infatti sempre di Grecia, potrebbe trattarsi di una specie di modus operandi, degli antichi assassini, in quella zona. Restando in Grecia, ll legislatore ateniese Dracone, morì durante una visita ad una città, a causa della folla che gli tirò addosso i mantelli, pare in segno di apprezzamento, ma esagerando, tirandogliene addosso così tanti, da farlo soffocare. In questo caso la colpa umana è certa, ma chi ci garantisce, vista, anche la durezza delle leggi draconiane, che non si sia trattato di una sorta di linciaggio, fatto passare dalla storia come un eccesso di apprezzamento nei suoi riguardi? Il filosofo Empedocle, invece, pare che sia gettato nell’Etna, per diventare un dio. Ma anche in questo caso, ci ci dice che non sia stato gettato nel vulcano da qualcun altro? Il pittore sempre greco Zeusi, vissuto tra il V e il IV secolo a.C. morì, invece ridendo osservando un suo quadro. Qui si può pensare ad un uso di droga che potrebbe averlo reso folle considerando che gli antichi greci, utilizzavano la segale cornuta per alcuni riti religiosi, sostanza fortemente psicoattiva, che potrebbe aver portato l’artista, alla morte, anche se la storiografia ufficiale ci racconta che una donna anziana gli abbia commissionato un dipinto che raffigurasse la dea Afrodite, dea della bellezza e dell’amore, ponendo però una condizione tassativa ed insolita: il pittore avrebbe dovuto usare lei stessa come modella per il quadro. Zeusi, quindi, pittore celebre per la sua ricerca della bellezza ideale e del realismo, conosciuto per il famoso aneddoto di alcuni uccelli che cercavano di beccare la sua uva dipinta, si trovò a dover ritrarre un soggetto anziano e lontano dai canoni classici della bellezza, nelle vesti di una dea giovane e sensuale. Una volta terminata l’opera, Zeusi, avrebbe fatto un passo indietro per contemplarla ed il contrasto tra l’ideale divino di Afrodite e la realtà comica e grottesca della vecchia modella da lui dipinta, gli provocò un attacco di riso così violento incontrollabile e prolungato, da portarlo al soffocamento ed alla morte. Passando ad un altro periodo, il vescovo eretico Ario, mentre passeggiava per Costantinopoli, ebbe un attacco talmente violento di dissenteria, che gli uscirono gli intestini. Qui si può, invece ipotizzare l’uso di qualche veleno che potrebbe aver provocato questo effetto talmente violento da apparire assurdo. Un altro personaggio “morto dal ridere” è stato Pietro Aretino, durante una festa ed anche qui aleggia il dubbio di un possibile avvelenamento, o comunque intossicazione da droga. Molte feste, infatti, in quell’epoca, si rivelavano trappole mortali per le vittime designate. Un esempio di tale “usanza” è quello della rivalità, tra le due famiglie senesi dei Tolomei e dei Salimbeni, con questi ultimi che organizzarono un “banchetto della fratellanza” fuori dalle mura cittadine per celebrare la ritrovata pace il lunedì dopo Pasqua. Quella che doveva essere una piacevole scampagnata, si rivelò, appunto, una trappola mortale, per i Tolomei, perchè, durante il banchetto a base di tordi arrosto, scattò il segnale convenuto ed i Salimbeni, sguainarono i loro pugnali, massacrando a tradimento ben diciotto membri della famiglia rivale. Da quell’episodio, il luogo dove si svolse, che oggi appare come un dolce rilievo della campagna senese lungo la via Cassia venne chiamato Colle di Malamerenda ed è tuttora conosciuto con questo nome. Andiamo adesso in Cina, dove vi sono state due morti misteriose. La prima è quella dell’imperatore Qin Shi Huangdi, quello dell’Esercito di Terracotta, che si dice abbia ingoiato alcune pillole di mercurio pensando di diventare immortale e forse conoscendo la visione mistica cinese, può essersi trattato davvero di un gesto voluto dall’imperatore stesso, come confermano proprio i guerrieri di terracotta, che raffigurano, ogni singolo soldato dell’esercito imperiale nelle sue reali sembianze come se, appunto, quelle statue dovessero accompagnare per sempre l’imperatore alla morte dei soldati di carne ed ossa. La seconda, riguarda, invece, il poeta Li Po, che ubriaco, annegò perché cercava di abbracciare la luna nel Fiume Giallo. Anche qui non sappiamo se sia stato gettato nel fiume da qualcun altro. Ci piacerebbe sapere dai lettori, cosa pensano dei casi succitati e se sono a conoscenza di altre morti misteriose nella storia.
Père Sisyphe