Anno III lunedì · 2 Novembre 2026 Accedi Abbonati
Personaggi

Luang Phu Sukh e i segreti della magia thailandese poteri, amuleti e leggende

Oggi vogliamo parlare di Luang Phu Sukh, considerato uno dei più grandi monaci maestri nella storia del buddismo thailandese soprattutto in ambito magico. In Thailandia, infatti, il buddismo ha assunto, più che in ogni altro Paese asiatico una dimensione magica che si è conservata tutt'oggi e che vede ancora i monaci molto attivi nella produzione e relativa consacrazione di amuleti e talismani. Per noi occidentali, questo appare come un fenomeno bizzarro, ma se lo analizziamo più profondamente possiamo notare come gli amuleti ed i talismani thailandesi, assomiglino, in fondo a livello spirituale, alle immagini dei Santi Cristiani, che spesso portiamo al collo ed altrettanto spesso abbiamo fatto consacrare da sacerdoti o monaci, prima di iniziare ad indossarle. Un altro aspetto interessante da notare è l'etimologia del termine magia in thailandese. Nell'idioma Thai, infatti la magia si chiama "wicha" che suona molto simile alla parola "wicca" che in occidente sta ad indicare l'antica magia praticata dalle streghe, segno evidente, che in epoche remote, vi era una sorta di coincidenza semantica universale quando si parlava di magia. Per approfondire tutti questi aspetti, necessiterebbe comunque un libro, magari scritto a due mani dal sottoscritto e dal Fratello Spirituale Père Sisyphe, che su questo stesso blog si occupa dei temi inerenti la spiritualità occidentale. Perciò, torniamo sull'argomento principale di questo articolo, vale a dire la figura del monaco Luang Phu Sukh. Per capire quanto sia ancora venerato, malgrado sia entrato nel Nirvana oltre un secolo fa, basta pensare che l'immagine di copertina, è la foto di una delle tante statuette, che lo raffigurano, di produzione attuale, che i suoi devoti usano tutt'oggi porre nelle loro case od uffici per attirarne la benevolenza. Si ritiene che egli possedesse straordinari poteri psichici ed una profonda padronanza delle arti magiche, che gli consentivano di compiere miracoli prodigiosi. Luang Phu Sukh, nacque nel 1847 corrispondente nel calendario buddista al 2390 verso la fine del regno di Rama V. Venne ordinato Bhikkhu (monaco) all'età di 22 anni presso il tempio Wat Po Tong Lang, nella provincia di Nonthaburi. Il suo "Upachaya" (il monaco officiante l'ordinazione) fu Luang Por Pra Atigarn Cheuy Jantasiri, abate di quel tempio, nel quale rimase inizialmente per ricevere la formazione fondamentale, approfondendo le pratiche di Vipassana Kammathana e la meditazione elementale Kasina, della quale dopo qualche tempo, fu in grado di distinguere e controllare ciascuno dei dieci oggetti, sia quelli legati agli elementi che quelli privi di forma acquisendo la padronanza della magia elementale. Una volta apprese a fondo tali tecniche, si recò al tempio Wat Sam Ngam Patumwan, per studiare il "Pariyatti Dhamma" (gli aspetti dottrinali). Lo scopo di questo ulteriore studio era quello di approfondire la comprensione delle realtà sottili, da osservare tramite l'Occhio del Dhamma, scrutando la natura dei cinque aggregati durante la meditazione di consapevolezza Vipassana. Si tratta di un processo che porta allo sviluppo di poteri psichici come effetto collaterale del cammino verso l'Illuminazione. Fu durante questi studi, che incontrò il grande Luang Por Ngern, del tempio Wat Bang Klan, meglio conosciuto come Wat Kongkaram, a Phichit, apprendendo da lui alcune pratiche magiche "Wicha", per poi trasferirsi al tempio Wat Chana Songkram di Bangkok, dove si dedicò a perfezionare le tecniche più sottili legate all'applicazione di tali pratiche. In seguito Luang Phu Sukh, approfondì le sue conoscenze al Wat Plab, il tempio attraverso il quale sono passati tutti i grandi maestri della storia del monachesimo buddista thailandese, per superare la prova di padronanza della meditazione "piti" sui "cinque stati di estasi" ed acquisire il potere di consacrare amuleti dotati di una magia davvero potente e dove si narra che sotto la guida di Pra Sangkarach Maekh, compì un miracolo: dopo aver recitato un triplice incantesimo su tre fiori di banano ed averli indicati con il suo bastone di legno, i fiori si trasformarono in un gruppo di conigli. Oltre a ciò, Luang Phu Sukh apprese e padroneggiò anche la "Wicha Len Prae Taat" (magia elementale ed alchemica) e la metallurgia magica sotto la guida del grande Luang Phu Tap, maestro di alchimia e creatore di uno dei dieci migliori amuleti "Pra Pid Ta" e di amuleti metallici fusi di tutta la storia della magia thailandese, del tempio Wat Anongkaram che lo introdusse alla lettura dei testi esoterici della tradizione di quel tempio. In quel periodo, Luang Phu Sukh, soggiornò anche presso Somdej Puttajarn Nuam, il quale stava a sua volta perfezionando la propria "Wicha" ed era originario di Chainat, la stessa provincia in cui era nato. Luang Phu Sukh, padroneggiò anche le tecniche della "Wicha Maekasit" un'arte alchemica, basata su una lega mercuriale per la creazione di amuleti sacri, nota per il potere di trasformare le avversità, in eventi favorevoli e di mutare la sorte e il destino migliorando la fortuna di chi la possiede. All'epoca, Luang Phu Sukh amava intraprendere il "Tudong" (pellegrinaggio ascetico) viaggiando da solo o in compagnia attraverso le foreste e le giungle del Siam e proprio lungo i sentieri nascosti della foresta, percorsi dai monaci, ebbe modo di incontrare molti grandi maestri di questa pratica. Egli raccolse un altro vasto corpus di conoscenze esoteriche, perfezionandole durante le sue meditazioni solitarie tra foreste e grotte. Dopo anni di vita monastica e rigorosa pratica ascetica Luang Phu Sukh, venne a sapere che sua madre era malata e lasciò quindi la foresta per stabilirsi al Wat U-Tong Klong Makham Tao, un antichissimo tempio buddista situato nel fitto della vegetazione di mangrovie lungo il fiume Klong Makham Tao. Al suo arrivo quel tempio, versava in uno stato di tale degrado da rendere impossibile qualsiasi opera di restauro. Luang Phu Sukh decise quindi di avviare la costruzione di un tempio completamente nuovo, dotato di nuovi edifici, per sostituire le strutture ormai irreparabili. Il tempio ottenne il riconoscimento ufficiale e fu registrato con il nome di Wat Pak Klong Makham Tao nel 1904 corrispondente al 2447 del calendario buddista, quando era ancora in vita, realizzando così una grande opera durante la sua esistenza. Prima di morire, riuscì a far edificare diverse altre strutture all'interno del complesso, tra cui la sala cerimoniale (Uposatha), la sala per lo studio del Dhamma (Sala Bprian), le celle per i monaci (Kuti), oltre ad altri importanti santuari e statue. Si narra che, proprio in quel periodo, Luang Phu Sukh, avesse sviluppato la capacità innata ed il potere di modificare la costituzione elementale degli oggetti materiali, di infondere vita in oggetti inanimati e di respirare sott'acqua. Si dice inoltre che Luang Phu Sukh possedesse l'arte magica per creare un "Hun Payont" utilizzabile per rendersi invisibili e tele trasportarsi altrove in sicurezza. La potente magia, le facoltà paranormali e la straordinaria capacità di lanciare incantesimi di Luang Phu Sukh erano ormai rinomate in tutta la nazione, al punto che l'illustre ufficiale della Marina Reale e dignitario di corte Grom Luang Chumporn Khaet Udomsak, considerato il padre della Marina thailandese, giunse a chiedergli di poter diventare suo "looksit" (discepolo). L'episodio avvenne quando l'imbarcazione militare di Grom Luang Chumporn, subì un'avaria, costringendolo ad attraccare vicino al tempio Wat Pak Klong Makham Tao. A quel punto Grom Luang si recò a rendere omaggio a Luang Phu Sukh, fingendosi un semplice cittadino comune, anziché un dignitario di corte. Tuttavia, Luang Phu Sukh, si rivolse a lui chiamandolo per nome, cogliendolo di sorpresa. Grom Luang Chumporn, chiese quindi al monaco come facesse a conoscere la sua identità e questi gli rispose di aver visto la sua aura avvicinarsi, descrivendola come un'aura più luminosa di quella delle persone comuni e che essa gli aveva già rivelato chi fosse. Grom Luang Chumporn, chiese quindi di apprendere le arti magiche da Luang Phu Sukh, ricevendo l'insegnamento di numerose pratiche esoteriche, tra cui la capacità di rimanere sott'acqua per ore, respirando come se si trovasse sulla terraferma e insieme ad altri testimoni, sostenne nel corso degli anni, di averlo visto compiere prodigi quali: trasformare una foglia di tamarindo in un grillo, o una persona in un coccodrillo, o ancora immergersi sott'acqua restandovi a lungo senza respirare e senza bagnarsi le vesti, mentre realizzava un "Takrut". Quindi Luang Phu Sukh trasmise effettivamente, la sua "Wicha" a Grom Luang Chumporn e quest'ultimo prese inoltre un lembo della "civara" (veste) del maestro, per confezionare dei "Pha Yant" (talismani di stoffa) capaci di bloccare i proiettili da far portare ai soldati al fine di mettere alla prova i poteri magici di Luang Phu Sukh. I risultati sono stati davvero miracolosi in termini di vite salvate rendendo gli amuleti di Luang Phu Sukh, tra i più ricercati di sempre grazie ai loro poteri di "Kong Grapan" (invulnerabilità), "Klaew Klaad" (scampato pericolo), "Maha Ud" (arresto dell'arma), "Maha Amnaj" (autorità suprema) e "Serm Yos Serm Duang" (promozione professionale e miglioramento del destino). Oltre alla magia dell'invincibilità, ottenuta con la "Wicha Look Pern Sakot" (incantesimo applicato a un proiettile che garantiva di colpire sempre il bersaglio senza mai fallire) Luang Phu Sukh padroneggiava anche la "Wicha Suea Saming" (capacità di trasformarsi in tigre). Circolano numerose leggende sui suoi poteri miracolosi e sulle sue imprese. La sua maestria nelle pratiche di guarigione tradizionale e nella medicina erboristica, ha reso le sue opere scritte in materia il più importante grimorio di ricette di erboristeria occulta thailandese mai esistito. Egli fu il "Kroo Ba Ajarn" (maestro spirituale) di molti tra i più potenti monaci-maestri del secolo scorso. Luang Phu Sukh,  è venuto a mancare il 23 dicembre del 1922 corrispondente all'anno 2466 del calendario buddista, all'età di 75 anni, dopo 50 anni di vita monastica e di servizio al Buddhismo, al suo tempio e ai suoi devoti, lasciando dietro di sé, la leggenda delle sue facoltà miracolose ed ancora oggi, conta probabilmente più devoti di quanti ne avesse quando era in vita. Gli amuleti e le immagini che lo ritraggono, sono tra i più ricercati e pregiati nel mondo degli amuleti buddisti thailandesi ed il loro valore spirituale e potere magico sono universalmente riconosciuti come espressione di una potenza straordinaria rendendoli tra gli amuleti più efficaci ed autenticamente magici che si possano possedere. Si può affermare, alla luce di tutto questo che Luang Phu Sukh, sia stato uno dei più grandi maestri e uno dei dieci monaci leggendari di tutti i tempi nella storia della magia thailandese. 

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