Vogliamo presentare in questo articolo “Notte” una poesia di Julius Evola (Roma 1898 / 1974) composta in età giovanile tra il 1916 ed il 1922. Si tratta di una poesia Scritta in prosa ritmica e priva di metrica tradizionale, nella quale Evola usa immagini visive forti e dinamiche: la luna che rotola, il vento paragonato a una cavalleria cosacca, l’albero torturato, per creare un paesaggio notturno cupo e drammatico. Già in questa poesia, si può notare l’inquietudine, che accompagnerà questo personaggio per tutta la vita, fino a generare la sua critica costante e feroce, ad un mondo che egli vede scivolare verso l’abisso spirituale e materiale. Ecco il testo:
“Notte”
Una luna da tregenda rotola veloce sulla collina nuda fra nubi tragiche
glauco latte rappreso su un nero cristallo.
Il vento, o cavalleria cosacca, sciabola orizzontalmente sibilando la sua ira galoppante.
Un albero scuote a scatti convulsi da torturato la sua capigliatura.
Una croce nera immobile al sommo dell’erta.