L’estate, è il periodo ideale, per avventurarsi in qualche escursione alla ricerca di luoghi insoliti e misteriosi. Oggi vogliamo proporre la scoperta di un luogo misterioso chiamato il “Vaso delle Fate” nel territorio comunale di Dicomano (FI). Si tratta di un misterioso ed antichissimo manufatto in pietra, posto nei boschi presso la frazione di Carbonile, appunto, nel Comune di Dicomano (FI) a circa 400 metri d’altezza. Il “Vaso delle Fate” è raggiungibile da un sentiero escursionistico, indicato come Anello H che inizia proprio dalla frazione del Carbonile e sale a fianco del Fosso di Faeta, che ci regala subito una cascatella, luogo ideale per rinfrescarsi, per poi ripartire, verso quel luogo misterioso ed affascinante.

A breve distanza dalla cascatella, il sentiero piega sulla destra ed inizia a salire verso nord-est fino a Casa Burioli una costruzione databile all’epoca medievale, ma abbandonata dalla seconda metà del secolo scorso.

Nonostante la natura scoscesa dei terreni e la presenza di ampie zone pietrose, rimangono ben visibili attorno a Casa Burioli, gli ampi spazi naturali un tempo coltivati nel podere di quest’abitazione rurale, sul lato meridionale della quale si apre un terrazzo naturale, che offre uno splendido panorama su Carbonile e sulla valle del Dicomano. Occorre percorrere un altro breve tratto nel bosco poi il sentiero giunge all’apice del crinale ed al pianoro che ospita il “Vaso delle Fate”. A circa venti metri da questa vasca, vi sono interessanti resti di un’antica costruzione, probabilmente medievale, realizzata in bozze di pietra, con pianta rettangolare e lati di 4 x 5 metri circa, con alcuni massi esterni recanti delle incisioni.

Per quanto riguarda il “Vaso delle Fate” meta finale di questo percorso, si tratta di una nicchia circolare profonda circa 80 cm scavata con grande cura e precisione geometrica su un enorme macigno piatto in arenaria di metri 3×3. La pietra d’età imprecisata, ma antichissima, in origine era probabilmente legata a riti di purificazione rituale ed ha un grosso foro di scarico alla base, il che fa supporre un uso successivo legato all’ambito agricolo o ad attività similari.

A renderla ancora più misteriosa e suggestiva, la leggenda, dalla quale probabilmente il luogo prende il nome, che parla di suoni e canti che d’improvviso si sprigionano dall’interno della roccia solo al passaggio di un viandante solitario. Per tornare a Carbonile, al termine della visita al “Vaso delle Fate” si hanno due opzioni, o tornare indietro lungo il percorso fatto per arrivarci, oppure, se si vogliono conoscere meglio quei luoghi, continuare l’Anello H ripartendo dai ruderi nei pressi della vasca, tornando a scendere verso valle utilizzando inizialmente una vecchia stradella di accesso ai campi che si trasforma subito in ampio percorso boscoso, ancora caratterizzato da resti sporadici di antichi muri a secco e dalla natura rigogliosa dei boschi appenninici. Poco più in basso si incontra di nuovo la parte iniziale del tracciato, prossima alle case di Carbonile, da dove era iniziato il cammino.
Pére Sisyphe