Nell’Istante in cui il mio sguardo si è posato su una “tela colorata” denominata Michael’s Gate, ho ricevuto un’impressione che sentivo provenire dalle radici più profonde del mio essere. Era qualcosa che assomigliava ad un “brivido” che mi lasciava sorpreso e irrequieto. Per comprenderlo, lo convogliai verso l’intelletto a cui chiesi una spiegazione razionale. L’intelletto si illuminò e mi mostrò tre significati arcani. Il primo rievocava le “macchie” di Rorschach (uno psichiatra svizzero che le ideò nel 1921) uno degli strumenti più iconici e discussi della psicologia clinica, spesso descritte come un “tunnel verso l’inconscio”. L’idea di base è che, di fronte a uno stimolo ambiguo e privo di un significato oggettivo, il soggetto, proietti sulla macchia i propri tratti di personalità, conflitti interni, bisogni ed il proprio modo di percepire il mondo. Ciò spiegherebbe perché i soggetti che osservano il dipinto vi vedono cose diverse e ne restano profondamente colpiti. Da questo punto di vista, il Michael’s Gate risveglia dal profondo dell’inconscio immagini sopite con un significato recondito. L’altro significato arcano esce dalle ombre dell’inconscio per innalzarsi alle eccelse vette del pensiero religioso: è l’Ein Sof (l’infinito senza fine) del misticismo ebraico che rappresenta Dio nel suo stato primordiale, prima di qualsiasi manifestazione o creazione. In questo stato, Dio è assolutamente inconoscibile, ineffabile e incomunicabile, inaccessibile alle mente umana e “nascosto” perché non ha attributi che possiamo comprendere. L’Ein Sof si è dovuto “rivelare” per creare il mondo e lasciare spazio alla realtà finita, attraverso le 10 Sefirot (emanazioni). Da questo punto di vista, il Michael’s Gate, rappresenta l’originario inconoscibile primordiale delle civiltà da cui scaturiscono le tradizioni millenarie che accompagnano il pensiero umano. Tra queste, vi è il pensiero “esoterico ed iniziatico”. Arriviamo così alla terza interpretazione arcana: quella dell’esoterismo, che è un modo di essere del mito, della religione e della filosofia. Quando l’uomo raggiunge lo stato di “saggezza” come il Buddha ha mirabilmente descritto ed acquisisce conoscenze del mondo esterno e di sé, diventa un dovere verso l’umanità, trasmetterle agli “eletti” vale a dire agli allievi capaci e desiderosi di comprenderle, che vengono scelti attraverso “prove iniziatiche”. Si stabilisce così un rapporto maestro/allievi che rappresenta la “fiammella” che illumina le tenebre dell’ignoranza. Le prime scuole filosofiche in India 1500 anni a.C. presentavano un fondamento esoterico e iniziatico, che ha seguito il cammino umano fino ai nostri giorni. La Massoneria, gli Illuminati ed altri Ordini, lo hanno posto a fondamento della loro esistenza. Purtroppo, la Massoneria, fin dalla nascita dello Stato democratico moderno dopo la Rivoluzione Americana del 1783, lo ha irrimediabilmente smarrito. Una Massoneria senza il fondamento esoterico ed iniziatico non è Massoneria. La creazione di Michael’s Gate, per la sua natura psicologica, religiosa ed esoterica è quindi potenzialmente il simbolo, il sigillo sacro della rinascita di un vero e puro Ordine esoterico ed iniziatico per il futuro dell’umanità.

Giuliano Di Bernardo