Tutti, o quasi, conoscono la numerologia sacra, che viene associata quasi esclusivamente alla Cabala Ebraica, antica tradizione numerologica, che è forse la principale fonte di conoscenza sull’importanza dei numeri in esoterismo, ma non l’unica. Esistono, infatti, visioni numerologiche diverse ed altrettanto interessanti da trattare proprio perché ancora semisconosciute. Vogliamo quindi occuparci della Tradizione numerologica Templare ed in particolare del numero 9 e del suo significato, secondo i Cavalieri dell’Antico Ordine del Tempio. Occorre innanzitutto sapere che i Templari, studiavano la creazione come se fosse un libro aperto e facendolo capirono prima di chiunque altro i segreti della natura, associandoli ad un codice numerico, noto solo ad essi. Il codice era diviso non in singoli numeri, ma in blocchi di 3 a rappresentare l’importanza della Santissima Trinità, per quest’Ordine cavalleresco, i cui fondatori ufficiali capitanati da Hughes des Payens e benedetti con la regola di San Bernardo di Chiaravalle, che era un druido convertitosi al Cattolicesimo, non a caso erano proprio 9 ed avevano giurato di combattere ciascuno contro fino a 3 avversari. 3 x 9 = 27 = 9. Ma anche se accreditassimo le teorie che sostengono che i veri fondatori del Templarismo, fossero stati i 72 Cavalieri del Santo Sepolcro, ordinati da Sant’Elena madre di Costantino, per custodire le Sacre Reliquie, rinvenute durante le campagne archeologiche da lei organizzate, che secondo la leggenda, portarono al ritrovamento della Croce di Cristo, appare il 9 esattamente con la stessa funzione matematica appena descritta. 7 + 2 = 9. 72 x 3 = 216. 2 +1 + 6 = 9. Crediamo che basti questo per capire come il 9 fosse quindi il numero Sacro dei Templari. Veniamo quindi ad analizzare sinteticamente la numerologia Templare, del blocco di tre numeri che parte dal 7 per arrivare al 9 che è, anche in questo caso la terza triade. Il 7 per i Templari, ricordava i 7 Sacramenti, che stavano ad indicare la strada tracciata dalla Chiesa, con la sua struttura liturgica rituale, per riordinare lo spirito: Battesimo, Comunione, Cresima, Matrimonio, Riconciliazione, Unzione degli Ammalati e Ordine Sacerdotale, l’ammissione al quale era la missione finale di quasi tutti i Templari. Si tratta di una progressione spirituale chiara, logica, quasi biologica. L’8 rappresenta, come molti sanno l’infinito, ma per i Templari, questo numero era assimilabile al concetto dell’Uomo Vitruviano, che è quello del Microcosmo Uomo, all’interno del Macrocosmo Universo. Se lo vediamo in quest’ottica l’8 diventa il compendio, il luogo dove avviene la fusione fra lo spirito ed il corpo. E quel luogo, è l’Uomo, il suo Corpo, la sua Coscienza, la sua Vita. L’ottavo giorno, non è un giorno che viene virtualmente aggiunto alla settimana ma è molto di più. È il giorno segreto, in cui lo Spirito si fa Carne, slegato da ogni influenza planetaria che non sia terrestre. Il 9 visto in quest’ottica, rappresenta quindi, il passo. Il salto, la soglia verso una nuova sequenza evolutiva, che non sta nel destino, ma nel parto. Possiamo quindi, dire che il 9 è il Numero Sacro, proprio perché rappresenta la vetta del 3 x 3 o 3 + 3 + 3 vale a dire la Trinità Perfetta. Non si tratta di misticismo, ma di uno studio quasi anatomico della crescita umana, in una visione unitaria tra l’uomo, la natura e Dio. Per questo per un Cavaliere dell’Antico Ordine del Tempio, la figura materna si dispiegava in tre dimensioni inseparabili:
La Terra che calpestiamo, che è l’utero geologico, la matrice dei cicli, il luogo dove tutto si gesta e tutto torna.
Per questo, i Templari non costruivano mai senza prima “consultare” il terreno, per comprenderne il carattere, perché la terra non è un palcoscenico da adattare secondo le nostre scenografie, ma una madre.
Nostra Signora, che è la Patrona, la Guida, la Leader spirituale di tutta la Cristianità. Non è una vergine lontana.
È la madre del maestro, l’archetipo della protezione attiva. Le prediche di San Bernardo di Chiaravalle, le locuzioni sulla “Mater Templis” non sono ornamenti devozionali, ma una mappa della strada spirituale da percorrere.
La madre biologica: quella che ci ha partorito, quella che ci ha sopportato, quella che continua a chiamarci anche se non rispondiamo, quella che non sbaglia anche se fallisce.
E tutte e tre insieme sono la stessa energia.
Ci piace chiudere con questa frase di Paulo Coelho:
“Non tutti abbiamo l’utero. Tuttavia, tutti abbiamo vissuto in uno di essi. “
Père Sisyphe