Anno III mercoledì · 2 Settembre 2026 Accedi Abbonati
Libri

Il Tradizionalismo Politico di Julius Evola e le sue implicazioni esoteriche

Sta per uscire, per il momento solo in lingua inglese, un libro che farà sicuramente molto parlare, sia per l’autore che per la biografia del personaggio e del quale siamo in grado di mostrare in anteprima la copertina. L’autore è il controverso filosofo russo Alexander Dugin, considerato vicino a Vladimir Putin e le cui idee, sono proprio per questo, ostracizzate in Occidente. Il personaggio del quale Dugin, nella sua opera traccia la biografia, è altrettanto controverso. Stiamo parlando di Julius Evola (Roma 19 maggio 1898 – Roma 11 Giugno 1974). Julius Evola, pseudonimo di Giulio Cesare Andrea Evola, è stato un filosofo esoterico italiano ed una figura centrale del Tradizionalismo Radicale, un movimento che cercava di rifiutare la modernità, in favore di ordini sociali premoderni, sacri e gerarchici. Insieme a René Guénon infatti, Evola, viene considerato uno dei più grandi pensatori tradizionalisti, sebbene la sua opera si distingua per il suo focus principalmente politico, mentre quella di Guénon, era principalmente religiosa. Pur essendo, come detto maggiormente interessato alla politica, rispetto a Guénon, la visione del mondo di Evola, è comunque ancorata, al concetto di Trascendenza e di Gerarchia, postulando che è l'”alto” inteso come spirituale e sacro, a giustificare il “basso” cioè il materiale, il politico e non viceversa. Egli sosteneva una gerarchia di partecipazione all’Assoluto, che ordina la società, spingendola verso l’uguaglianza divina piuttosto che verso quella materiale. Ciò porta al rifiuto dell’egualitarismo e della democrazia, che egli considerava sintomi del decadimento moderno e del nichilismo. Già da questo assioma, comprendiamo come la filosofia evoliana, fosse comunque profondamente intrisa di concetti esoterici. Come non vedere infatti, in tale idea di trascendenza gerarchica, un’elaborazione del tutto personale ed originale, del concetto ermetico del “Così in Alto, così in Basso” che ne crea una visione nuova ed ancora tutta da esplorare, nelle sue implicazioni esoteriche? Evola, Criticò il totalitarismo non per il suo autoritarismo, ma per il suo eccessivo controllo e la mancanza di autonomia organica, sostenendo che un vero stato tradizionale, deve essere sacrale ed organico e consentire una parziale decentralizzazione, riconoscendo zone di autonomia operativa, pratica e di pensiero. Sono notorie le sue critiche contro il fascismo italiano ed il nazismo tedesco visti “da destra” sostenendo che i due totalitarismi, non erano sufficientemente tradizionali. Rifiutò poi, il razzismo biologico nazista, in favore di un concetto più spirituale di etnia considerando la razza, come viene comunemente intesa, come una qualità metafisica, piuttosto che biologica. Queste idee, gli costarono anche un periodo di sospetto nei suoi confronti e di censura, con mancata pubblicazione di alcune sue opere, sia n Italia, che in Germania. Inoltre e chi scrive, confessa di essere affascinato da questo punto, si oppose fermamente sia al capitalismo liberale, sia al marxismo condannandoli entrambi come forme di materialismo livellatore, che privilegiano gli interessi economici rispetto ai valori spirituali e culturali. A tale proposito si fece promotore di una cosiddetta “Terza Via” per l’Europa, che egli vedeva e sognava, distinta, sia dal comunismo sovietico, che dal capitalismo americano sostenendo un ordine imperiale pagano guidato dai tradizionali valori aristocratici e guerrieri. Evola infatti, immaginava e teorizzava, un sistema politico basato sui principi aristocratici e sulla sacra regalità nel quale l’autorità, deriva dal crisma spirituale piuttosto che dal consenso popolare. Suggeriva per realizzare questa sua visione politica, un sistema bicamerale ispirato al modello inglese, con una camera alta che rappresentava la dimensione “trascendente” dello Stato ed una camera bassa che rappresentava gli interessi materiali dei Cittadini. Il suo ideale, era quindi definibile, come uno Stato di “tipo tradizionale” che coordina le forze in un’unità superiore, rispettando tuttavia, la loro libertà ed evitando la “reggimentazione in stile caserma” dei regimi moderni, anche nella loro forma democratica, che oggi appare sempre più fragile e meno libertaria di quanto voglia mostrare di essere, con spunti crescenti ed inquietanti, di autoritarismo di ritorno. Le idee di Evola, hanno influenzato in modo significativo movimenti di estrema destra, gruppi neofascisti e teorici metapolitici in Europa, Nord America e Russia ed il libro di Alexander Dugin, a lui dedicato, ne è la prova tangibile. Le sue opere, come il “Fascismo visto da destra” e “Uomini fra le rovine” rimangono testi chiave per tutti coloro che cercano di far rivivere il pensiero politico tradizionalista ed antimoderno, in chiave esoterico-spirituale. La sua enfasi sulla violenza come forza spirituale e sulla necessità di un ribaltamento tradizionalista rivoluzionario dell’ordine moderno continua, infine, a provocare dibattiti tra gli studiosi di filosofia politica ed esoterismo. Vi è infatti, chi vede in questa Vis evoliana, un rigurgito fascista e chi, invece, e chi scrive è tra questi, la considera come un invito a restare, appunto, uomini, ma diremmo piuttosto umani, in piedi sulle rovine di un mondo che sta cadendo a pezzi dal punto di vista spirituale, a costo di fare violenza su noi stessi, per sopravvivere al suo crollo totale e non a creare ulteriore caos materiale, che poterebbe solo ad aumentare il degrado.

Père Sisyphe

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *