Oggi vogliamo parlare del cosiddetto rischio della “Seconda Morte” un fenomeno spesso sottovalutato se non addirittura sconosciuto anche agli Iniziati, che non siano di fascia veramente alta. Purtroppo l’umanità attuale, che ha perso nella maggioranza degli individui la conoscenza spirituale, non vuole sentir parlare di morte, vivendo nell’illusione dell’immortalità, per conquistare la quale farebbe di tutto. Da questo assunto derivano le teorie semplificatrici del fenomeno della morte, che si dividono essenzialmente in diverse scuole di pensiero:
La Materialista, che nega l’esistenza di una vita dopo la morte e ritiene che tutto finisca con la stessa. Spesso, ma non necessariamente, questa teoria coincide con l’ateismo.
La Reincarnazionista, che sostiene che l’uomo si reincarni dopo la morte e che si divide a sua volta in diverse teorie. Tra i reincarnazionisti, infatti, troviamo:
Chi sostiene che l’uomo si reincarni solo in positivo per arrivare, attraverso esperienze evolutive in successione, al cosiddetto stato del Nirvana, od illuminazione, raggiunto il quale non si reincarna più essendosi reintegrato nell’Essenza Primitiva.
Chi, invece, sostiene che l’uomo può reincarnarsi, sia in chiave evolutiva che regressiva. Questa teoria, si suddivide a sua volta, in due diverse visioni:
Quella di chi sostiene che la reincarnazione, che sia solo evolutiva od anche regressiva non conta, si può manifestare solo in un altro corpo umano.
E quella molto frequente soprattutto fra i Reincarnazionisti Regressivisti, che, invece, ritiene possibile anche una reincarnazione da uomo ad animale, a minerale, a vegetale, in base alle esigenze di sviluppo spirituale individuale, emerse in questa vita.
La Spiritualista, sviluppata soprattutto in ambito Cristiano, ma non solo, che prevede una vita oltre la morte, ma solo spirituale dividendola in tre fasi, che potremmo sintetizzare con:
L’Inferno, destinato per l’eternità ai “cattivi” vale a dire coloro che in questa vita, hanno peccato in modo convinto e reiterato.
Il Purgatorio, destinato per un periodo transitorio, comunque indeterminato ed indeterminabile, ai “Peccatori Leggeri” che quindi possono accedere quando sarà il loro momento alla terza fase che è:
Il Paradiso, destinato per l’eternità, ai “Puri”.
A seguito di critiche teologiche, emerse su questa struttura premiale della vita oltre la morte, nei secoli si è aggiunta, anche una quarta fase, quella del Limbo, vale a dire una sorta di ibrido, tra il Purgatorio ed il paradiso, destinato ai neonati ed ai bambini, che non sono classificabili, nè tra “i Cattivi” nè tra “i Peccatori Leggeri” e neanche tra “i Puri” cui tuttavia sono forse più vicini.
Come si vede, comunque, tutte queste teorie, non si occupano di una seconda ipotesi, essendo,ciascuna a suo modo, categoriche nella loro visione. Ecco quindi, il senso di questo post, che vuole illustrare come non essendovi certezze dimostrabili sul Post Mortem, possa essere possibile anche il rischio di una “Seconda Morte” vale a dire una dissoluzione spirituale. Attenzione, questa visione, non è assimilabile a quella Materialista, che prevede come detto, una dissoluzione spirituale generalizzata. La “Seconda Morte” infatti anche se non casuale, è comunque un destino individuale, legato ad individui, che nella loro vita, si sono esposti a forze occulte, senza essersi schermati a dovere, contro le stesse. Per capire questo rischio occorre spiegare in breve la complessità dl mondo spirituale inferiore, che viene anch’esso come la vita Post Mortem, troppo spesso semplificata ed identificata, in una sola figura: Satana, nome la cui etimologia significa soltanto “Avversario” poi esteso a “Maligno”. Tuttavia, probabilmente, secondo Iniziati di altissimo livello, Satana, sarebbe solo il nome segreto del “Regno Inferiore” al cui interno vivono diverse Legioni di creature demoniache. Chi sostiene questa ipotesi, cita un verso iniziale del Canto VII dell’Inferno di Dante. Il verso recita:
“Pape Satàn, pape Satàn aleppe!”
Questa frase, viene pronunciata da Pluto, guardiano del IV Cerchio infernale, per dare l’allarme sulla presenza umana di Dante, in quel luogo, dove dovrebbero starci solo i morti. Secondo questi Iniziati, si tratterebbe di un francesismo, ottenuto distorcendo la frase francese: “Pas Paix, Satàn Pas Paix à l’épée. In effetti la pronuncia francese di questa frase, è molto simile a quella pronunciata da Pluto. Se accettiamo quest’ipotesi di traslitterazione dal francese della frase, dobbiamo accettarne anche il significato, che è: “Non pace, Satana, non pace, alla spada”. Ecco che adesso, il significato esoterico della frase, è più chiaro. Pluto, guardiano del IV Cerchio, avverte Satana, cioè il “Regno Inferiore” che alla sua porta non vi è pace e che occorre mettere mano alla spada. Appare evidente, quindi, come Satana, non sia un’entità, non avendo egli bisogno di brandire la spada, se fosse il diavolo supremo e quindi la frase ci dà l’idea, chiara, di una chiamata alle armi, per i demoni che abitano quel regno, chiamato, appunto Satana. Questa chiamata ad impugnare la spada, ci riporta poi alla battaglia angelica tra gli Arcangeli e gli Angeli, rimasti fedeli a Dio e quelli traditori, che facevano capo a Lucifero, che venne sconfitto dalla Spada Fiammeggiante di San Michele Arcangelo. Appurato quindi che esiste un “Regno Inferiore” possiamo capire, come al suo interno vi siano differenti tipi di demoni, che agiscono ciascuno singolarmente o con la propria Legione, come gli Asura, su piani diversi, legati ai vari corpi umani che esistono, oltre quello fisico. Non vogliamo entrare sulla spiegazione di ogni corpo esterno a quello fisico, perché ci porterebbe troppo fuori tema e per la quale rimandiamo chi volesse approfondire l’argomento, a studiare i cosiddetti Chakras, o l’Albero della Vita della Kabala Ebraica. Dobbiamo tuttavia precisare le prime tre influenze demoniache, per entrare nel tema della “Seconda Morte”. Lucifero, agisce sul corpo astrale, Arimane, che è un’altra entità demoniaca sul corpo eterico, mentre gli Asura, dirigono la loro azione corrosiva direttamente contro il nucleo dell’essere: l’Io individuale, nel quale possono determinare la “Seconda Morte”. Gli Asura, rappresentano quindi secondo i Grandi Iniziati nella Scienza dello Spirito, la terza e più radicale schiera delle Forze dell’Ostacolo, distinguendosi nettamente da Lucifero ed Arimane, per la profondità del loro attacco all’integrità umana. Gli Asura, appartengono alla gerarchia degli Spiriti della Personalità (Archai) ma la loro natura temibile, deriva da un eccezionale ritardo evolutivo. A differenza degli spiriti luciferici (rimasti indietro una volta) ed arimanici (due volte), gli Asura, infatti, sono rimasti indietro per ben tre volte, mancando le tappe evolutive durante gli interi eoni di Saturno, del Sole e della Luna. La loro piena influenza inizia a dispiegarsi solo nella Quinta Razza Radice, vale a dire nell’epoca attuale, rendendo la loro minaccia una questione estremamente contemporanea. Mentre le altre forze ostacolatrici tentano l’uomo attraverso i suoi involucri, gli Asura, mirano all’annientamento dell’individualità. Essi inoculano nell’uomo un egoismo così intenso, assoluto e penetrante da permeare e corrompere la sostanza stessa dell’Io. Il male introdotto da Lucifero ed Arimane, può essere redento attraverso il karma terrestre, mentre al contrario, il male asurico, una volta entrato nell’anima cosciente e nell’Io, rischia di essere insanabile, entro i confini dell’evoluzione della Terra, portando le sue conseguenze nelle future incarnazioni planetarie. Gli Asura, si sforzano di unire Lucifero ed Arimane, in una “suprema” unità negativa per contrastare la Trinità Divina, formando un microcosmo rovesciato simboleggiato dal pentagramma invertito. Può apparire paradossale, che un simbolo a cinque punte, il Pentagramma, venga usato per rappresentare una Triade, ma la spiegazione risiede nella geometria occulta dell’immagine.

Il triangolo evidenziato nell’immagine seleziona tre vertici specifici del Pentagramma. I due cerchi superiori, detti le “Corna della Bestia” rappresentano i poli di Lucifero ed Arimane, mentre il cerchio inferiore rappresenta la forza asurica di Sorat, che funge da “radice” o abisso, in cui le altre due forze confluiscono. Poiché il Pentagramma diritto, è il simbolo del microcosmo umano, vale a dire l’uomo equilibrato che domina i quattro elementi con lo spirito, il Pentagramma invertito, è la parodia o il “corpo sociale” dell’Anti-Uomo. In questo contesto, la triade negativa utilizza la struttura dell’uomo rappresentata dalle cinque punte, per “svuotarla” dall’interno e sostituire l’Io spirituale con la “sostanza dell’ombra”. il Pentagramma invertito, fornisce quindi, la “cornice” o il “corpo” dell’Anti-Uomo, mentre il Triangolo delle Ombre, rappresenta il “cuore pulsante” cioè il nucleo di potere di questa trinità maligna composta da Lucifero-Arimane-Asura, che agisce per interrompere l’evoluzione solare-cristica. L’impulso asurico si traduce in fenomeni distruttivi che colpiscono sia la vita civile, che quella biologica dell’uomo. Sul piano socio-politico, gli Asura, vengono considerati, infatti, i patroni metafisici, di movimenti che mirano allo smantellamento sistematico della personalità individuale in favore di un collettivismo regressivo che distrugge la civiltà stessa. Ispirano un nichilismo estremo ed una brutalità disumana manifestandosi in azioni come uccisioni di massa compiute per il puro piacere della distruzione. Gli Asura operano in modo particolare sulla vita sessuale e sul corpo fisico, causando molte delle aberrazioni e deviazioni che caratterizzano la contemporaneità. Essi sfruttano la cosiddetta “palude della sensualità” per trarre forze con cui schiavizzare l’Io. Cercano di trascinare l’anima cosciente verso il basso, nella sfera degli istinti, impedendo all’uomo di riconoscere la propria missione spirituale. Gli Asura, collaborano strettamente con le potenze più oscure del cosmo per deviare l’umanità. Sono, infatti, alleati di Sorat, che è il cosiddetto Demone Solare, meglio conosciuto come la Bestia del 666, insieme al quale operano, con piena consapevolezza per impedire il risveglio dell’Io spirituale. Coloro che soccombono completamente alla forza asurica, rischiano l’espulsione dal normale flusso evolutivo e di essere diretti, verso l’Ottava Sfera, un regno di indurimento assoluto e materia irredenta. Il pericolo estremo è la cosiddetta “Seconda Morte” vale a dire l’eliminazione cosmica definitiva di tutto ciò che è rimasto irrevocabilmente legato alla pura materialità ed all’egoismo distruttivo. Come detto, però, non tutti sono destinati alla “Seconda Morte”. Nonostante la potenza degli Asura, infatti, l’evoluzione fornisce all’uomo gli strumenti per resistere loro. Cristo, è disceso nell’antimondo delle potenze avversarie proprio per domare l’influenza degli Asura, portandoli in uno stato “latente” per proteggere il piccolo io umano. Con l’avanzare dell’epoca dell’Anima Cosciente, le restrizioni al potere degli Asura, verranno meno. All’essere umano, infatti, è richiesto di sviluppare forze dell’Io, incomparabilmente maggiori, utilizzando la Scienza dello Spirito, per smaterializzare e spiritualizzare l’intelligenza e trasformare l’egoismo in amore libero. L’unico modo per neutralizzare l’egoismo radicale asurico, è il sacrificio metodico dell’io inferiore, od ego permettendo all’Io superiore di risorgere nella luce del Logos, che potrebbe riflettersi nel concetto del “Non io, ma il Cristo in me”.
Père Sisyphe