Anno III mercoledì · 2 Settembre 2026 Accedi Abbonati
Personaggi

Steiner le Colonne del Tempio e il Sangue Iniziatico

Oggi vogliamo riportare un estratto di una conferenza di Rudolf Steiner, tenutasi a Monaco di Baviera, il 21 Maggio del 1907. In queste poche righe, quel Grande Iniziato, descrive il reale significato occulto delle colonne del Tempio e la loro straordinaria importanza nell’ evoluzione umana, che spesso sfugge agli stessi Iniziati che vi entrano per i loro Lavori. Ecco cosa dice Steiner:

“Immaginate di avere di fronte a voi un uomo del quale potreste osservare solo lo scorrere del sangue rosso: avreste davanti a voi un albero vivente rosso. Di esso l’esoterista cristiano dice: è l’albero della conoscenza. L’uomo lo ha tratto a sè, ha mangiato dall’albero rosso del sangue. La costruzione dell’albero rosso del sangue, che è il vero albero della conoscenza: questo è il peccato. E Dio allontanò l’uomo dal Paradiso affinchè non mangiasse anche dall’albero della vita. Abbiamo ancora un altro albero dentro di noi, che potete immaginarvi allo stesso modo dell’altro. Però esso ha sangue più scuro, rosso-blu. Questo sangue è materia di morte. L’albero rosso-blu è stato impiantato nell’essere umano nello stesso periodo dell’altro. Quando l’uomo giaceva in seno alla divinità, la divinità era capace di attorcigliare dentro di lui quella che è la sua vita e la sua conoscenza ed è situato nel futuro il momento in cui l’uomo, attraverso la sua consapevolezza aumentata, sarà capace di trasformare in sè stesso il sangue blu in sangue rosso; allora in lui stesso risiederà la fonte per fare in modo che l’albero del sangue blu sia veramente un albero della vita. Oggi esso è un albero della morte. Così in questa immagine vivono insieme sia l’osservazione del passato che quella del futuro! Vedete dunque che nell’uomo sono attorcigliati tra di loro un albero del sangue rosso (arterioso) ed un albero del sangue blu (venoso). Il sangue rosso è l’espressione dell’Io, è cioè la parte più inferiore della conoscenza dell’Io, mentre il sangue blu venoso è l’espressione della morte. Come castigo, dunque, all’albero del sangue rosso fu aggiunto l’albero del sangue blu in quanto albero della morte. In un lontano futuro tale albero della morte verrà trasformato in un albero della vita, come era in effetti all’origine. Se vi rappresentate l’uomo come esso è attualmente, potrete osservare che l’intera sua vita poggia attualmente sull’azione reciproca di questi due alberi. Il fatto che Seth, il terzo figlio di Adamo ed Eva, abbia potuto ancora una volta camminare nel Paradiso, come ci dicono la Leggenda Aurea e la Leggenda del Tempio, sta a significare che egli era un iniziato e che dunque poteva volgere lo sguardo al passato, allo stato divino-spirituale in cui i due alberi, quello della conoscenza e quello della vita erano attorcigliati l’uno all’altro. Alla morte di Adamo, dice la Leggenda Aurea, Seth gli pose nella bocca tre chicchi: si tratta dei tre chicchi degli alberi attorcigliati tra loro dai quali nacque dunque un albero diviso in tre parti. Cioè: l’albero che cresce dall’uomo Manas, Buddhi, Atma, (sè spirituale, spirito vitale, uomo- spirito), queste tre parti che costituiscono la porzione superiore dell’essere umano, si trovano come predisposizione naturale dentro di lui. Nella leggenda si accenna dunque al fatto che nell’uomo, quindi già in Adamo, progenitore della stirpe umana, è predisposta la trinità della divinità, che essa cresce e che inizialmente la vede soltanto l’iniziato. L’uomo deve dunque compiere il proprio cammino evolutivo. Tutte le cose che si sono compiute nell’evoluzione dell’umanità e che conducono all’iniziazione, la leggenda ce le indica ancora oltre. Sapendo che il triplice albero alberga dentro di noi, l’albero dell’Eterno, che si espresse con le parole: “Io sono Colui che è, io sono Colui che sarà”, otteniamo la forza che ci porta avanti e che ci mette in mano il bastone magico. Perciò il bastone di Mosè; perciò il legno dell’albero che cresce dai tre semi posti nella bocca di Adamo, viene utilizzato per edificare il tempio della saggezza, il tempio di Salomone e da quello stesso legno viene fatta la croce, quel segno dell’iniziazione che indica il superamento delle tre parti inferiori dell’uomo (corpo fisico, corpo eterico, corpo astrale) per mezzo delle tre parti superiori (sè spirituale, spirito vitale, uomo-spirito). Così questa leggenda ci mostra come l’iniziato guardi ad uno stadio futuro in cui l’albero della conoscenza (l’albero del sangue rosso) e l’albero della vita (l’albero del sangue blu) saranno strettamente avvinghiati l’uno all’altro nell’uomo stesso. Ora chi vuole evolversi, inscriva nel suo cuore quello che le due colonne del tempio (da una parte la colonna rossa che indica la colonna del sangue rosso arterioso e dall’altra la colonna blu che indica la colonna del sangue venoso blu) ci vogliono dire. Oggi queste colonne sono separate perciò nella sala del tempio abbiamo a sinistra la colonna rossa e a destra la colonna blu. Esse vogliono perciò esortarci a superare lo stadio attuale dell’umanità, a dirigere i nostri passi verso il punto in cui, attraverso l’ampiamento della nostra coscienza, esse si attorciglieranno in un modo che si chiama J-B, ovvero le colonne del tempio di Salomone e del nostro tempio, Jakin e Boaz. La colonna rossa viene contrassegnata con la J, quella blu, con la B. Le parole scritte sulle colonne vi ricorderanno a che cosa ciascuna delle colonne fa riferimento. Sulla colonna rossa è scritto:


“Nel pensiero puro trovi
Il Sè che può durare.
Trasformando in immagine il pensiero,
Sperimenti la saggezza creatrice.


Chi medita su queste parole, attraverso la forza del suo pensiero, inietta alla colonna del sangue rosso quella forza che conduce alla meta: alla colonna della saggezza. Alla colonna della vita si inietta la forza di cui essa ha bisogno, se ci si dedica al pensiero che si trova scritto sull’altra colonna, quella blu:


“Addensando il sentimento in luce,
Riveli la forza formante.
Concretando la volontà in sostanza,
Crei nell’esistere cosmico.”


Di queste parole, le une si riferiscono alla conoscenza (colonna rossa Jakin), le altre alla vita (colonna blu Boaz) La forza formatrice si “rivela” dapprima nel senso del primo motto e diventa “magica” soltanto nel senso del secondo motto. L’ascesa della mera forza di conoscenza all’agire magico si trova nel passaggio dalla forza del motto sulla prima colonna a quella del motto sulla seconda colonna. Vedete così come l’ideale e le mete del discepolo rosicruciano sono proprio connessi al significato di questi simboli, delle due colonne. In alcune società esoteriche, come ci è noto, si erigono anche queste due colonne. L’esoterista cristiano vi collegherà sempre il significato che è stato loro attribuito.”

Queste parole, appaiono oscure ed indecifrabili per la maggior parte dei Massoni ma diventano comprensibili quando si entra nella dimensione esoterica esplicitamente citata da Steiner, quella rosicruciana, nella quale, le disquisizioni sul sangue e sugli elementi sono materia di studio primaria.

Père Sisyphe


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