Abbiamo appreso via social, la notizia del passaggio all’Oriente Eterno di un Fratello Massone, molto speciale, che abbiamo avuto l’onore ed il piacere di conoscere personalmente. Stiamo parlando di Sergio Sarri, meglio conosciuto come Fratel Pisquano, lo pseudonimo che si era scelto per la propria attività artistica. Toscano di Venturina (LI) quindi nato sotto l’influenza dell’ironia labronica, che ha trovato nella rivista satirica “Il Vernacoliere” La massima espressione, Sergio, aveva scelto, una volta entrato in Massoneria, precisamente nel Grande Oriente d’Italia, questo pseudonimo. Sergio, non lo aveva scelto a caso, essendo composto dal termine Fratel, seguito dal nome Pisquano anagramma di Pasquino, celebre statua di Roma sita nell’omonima piazza Capitolina, che tra il ‘500 ed il’ 700 veniva riempita quasi tutte le sere da foglietti satirici, che denigravano il papato e la nobilta’ ad esso legata, divenendo famosi come le “Pasquinate”. Una di queste Pasquinate, prese di mira, anche la morte, dopo lunga malattia, di papa Clemente VII membro della famiglia Medici. Su Pasquino, infatti, dopo la morte del pontefice, apparve un ritratto del suo medico che veniva così allegoricamenfe ritenuto non all’altezza del proprio compito, ma anche “ringraziato” per aver favorito la dipartita del papa Fiorentino, con la scritta:
«Ecce qui tollit peccata mundi”
(Ecco chi toglie i peccati del mondo)
Ecco, Sergio, prendendo l’identità di Fratel Pisquano, aveva deciso di celebrare la Massoneria, con opere che ne raffiguravano i Simboli e le Virtù, ma anche di prendersi la Libertà di irriderla con intelligenza e sottile ironia, quando vi trovava qualcosa che non andava, con la consapevolezza di non poterne lavare i “peccati” e la voglia di renderli meno grevi, pubblicando anche libri di barzellette massoniche. Per questo, ci mancherà Fratel Pisquano. Ci piace chiudere questa sorta di necrologio con una piccola selezione di alcune opere di Sergio Sarri, cominciando con i Quadri di Loggia, nei primi tre gradi, disegnati come se fossero dei mosaici pavimentali.

Per passare alla necessità del Silenzio per l’Apprendista, anche se l’opera ha un significato in un grado superiore, che non intendo rivelare per ovvi motivi, seguita dalla Solitudine dell’Iniziato, rappresentata dal Tempio Vuoto anch’esso simbolo di qualcos’altro nei gradi superiori del Rito Scozzese Antico ed Accettato.

Huzzai! Huzzai! Huzzai! Che i Campi Elisi, accolgano Fratel Pisquano!
Pere Sisyphe