Anno III mercoledì · 2 Settembre 2026 Accedi Abbonati
Personaggi

Il 17 Aprile del 1790 moriva Benjamin Franklin

Il 17 Aprile del 1790, moriva a Filadelfia Benjamin Franklin. nato a Boston, il 17 Gennaio 1706, fu uno dei personaggi più influenti della storia americana, tanto da essere stato l’unico tra i Padri Fondatori, a partecipare alla stesura di tutti e tre i principali documenti degli Stati Uniti. Nel 1776 contribuì, infatti, alla stesura della dichiarazione di indipendenza americana, l’anno successivo fece inserire alcuni elementi del suo piano di unione delle colonie negli articoli della Confederazione, in pratica, il primo documento governativo degli Stati Uniti d’America e nel 1787 partecipò alle riunioni in cui gli articoli della Confederazione, vennero sostituiti dalla Costituzione degli Stati Uniti d’America, per contribuire alla redazione della quale, si ispirò all’opera: “La Scienza della Legislazione” del napoletano Gaetano Filangieri, col quale intrattenne fitti rapporti epistolari. Ma Benjamin Franklin, insieme ad Alexander Hamilton, è il solo ad avere il privilegio di apparire su una banconota comune, a corso legale e non da collezione o commemorativa, quella da 100 Dollari, senza essere stato presidente degli Stati Uniti. Il motivo per cui Benjamin Franklin, è rappresentato nella banconota da 100 Dollari, va ricercato nella sua attività di editore di giornali e tipografo, che gli permise di essere tra i primi a stampare la cartamoneta statunitense, determinandone l’affermazione. Di seguito riportiamo una sua affermazione proprio sull’economia e la moneta, nell’ambito della discussione politica sull’opportunità di creare una Banca Nazionale d’America:

«Vedete, un Governo legittimo può sia spendere che prestare denaro in circolazione, mentre le banche possono soltanto prestare cifre considerevoli attraverso i loro biglietti di banca promissori, per cui questi biglietti non si possono né dare né spendere se non per una piccola frazione di quelli che servirebbero alla gente. Di conseguenza, quando i vostri banchieri in Inghilterra mettono denaro in circolazione, c’è sempre un debito fondamentale da restituire e un’usura da pagare. Il risultato è che c’è sempre troppo poco credito in circolazione per dare ai lavoratori una piena occupazione. Non si hanno affatto troppi lavoratori, ma piuttosto pochi soldi in circolazione, e quelli che circolano portano con sé un peso senza fine di un debito impagabile e usura.»

Fu anche Massone di spicco, venendo probabilmente iniziato a Londra, nel suo primo soggiorno inglese, tra il 1724 ed il 1726. Nel 1734 fu Gran maestro provinciale della Pennsylvania e curò la pubblicazione delle Constitutions of the Free-Masons di James Anderson. Dal 1735 al 1738 fu segretario della St. John’s Lodge di Filadelfia, la Gran Loggia della Pennsylvania. Nel 1778 entrò con Voltaire, nella Loggia delle Nove Sorelle, loggia parigina del Grande Oriente di Francia. Nella sua esperienza Massonica, resta comunque una macchia. Nel gennaio del 1738 infatti, Franklin, comparve come testimone in un processo per omicidio colposo, con due imputati, che avevano ucciso un uomo, Daniel Rees, durante un’iniziazione massonica ad Apprendista, non è chiaro se finta o reale, che comunque era finita male. Franklin, era infatti, a conoscenza di ciò di cui era rimasto vittima Rees, essendo presente, ma non fece nulla per fermare l’iniziazione, prima che diventasse fatale. Venne criticato per la sua inazione sul The American Weekly Mercury, dal suo rivale Andrew Bradford e per chiudere la vicenda, che comunque, lascia ancora ombre, rispose in sua difesa sulla Pennsylvania Gazette, il quotidiano più venduto in quelle che all’epoca erano ancora le tredici colonie inglesi, del quale era il proprietario.

Père Sisyphe

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