Anno III mercoledì · 2 Settembre 2026 Accedi Abbonati
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I Sigilli e i documenti Templari sono la vera eredità visiva e storica di quell’Antico Ordine

Nell’immaginario collettivo nostro contemporaneo, si tende a vedere i Cavalieri Templari, come figure imponenti in armatura, oppure incise per sempre su pietre e vetrate artistiche nelle cattedrali gotiche. Ma se vogliamo davvero trovarli raffigurati, in modo autentico, contemporaneo ed inequivocabile, non dobbiamo guardare le finestre ma la ceralacca dei loro sigilli dall’alto in basso. Nel mondo medievale infatti, l’autorità non era dimostrata dal ritratto di una persona, ma dal sigillo, che non era un mero elemento decorativo, come potremmo pensare, ma qualcosa di molto più complesso ed anche moderno secondo i nostri canoni. Si trattava, infatti di qualcosa che includeva l’identità legale, la firma aziendale ed una dichiarazione spirituale, tutto in uno. Quando un Maestro Templare, apponeva un sigillo ad una carta non si limitava ad approvare un documento, ma invocava ed evocava la piena autorità dell’Ordine. Inoltre le vetrate colorate, erano vulnerabili alla distruzione, mentre sigilli e carte Templari sopravvivono in numero notevole, ben conservati negli archivi di tutta Europa e del Vicino Oriente. Fra tutti i numerosi Sigilli Templari, l’immagine che definisce l’Ordine, è questa: due Cavalieri sullo stesso cavallo. Questo sigillo, utilizzato in modo generico ed impersonale, dai Gran Maestri dei Cavalieri Templari come simbolo del loro grado, infatti, è tra gli emblemi medievali più riconoscibili esistenti. Ma cosa significa questo sigillo? Esso rappresenta diverse cose: un voto di povertà. I due Cavalieri che condividono lo stesso cavallo simboleggiano, infatti, l’umiltà e la rinuncia alla ricchezza. La Fratellanza, col sigillo che diventa espressione visiva di unità d’intenti e dipendenza reciproca. Questo sigillo però si trasmetteva anche nella realtà pratica. I Templari, agli albori dell’Ordine, primo che questo diventasse un’indiscussa potenza economica, erano, infatti, materialmente poveri. In ogni caso il messaggio trasmesso da questo sigillo, è chiaro: la forza si ottiene attraverso l’unità, non inseguendo la gloria individuale e questo vale per qualsiasi istituzione o scuola iniziatica. Oltre a questo, abbiamo poi, sigilli legati alla gerarchia ed alla geografia dell’Ordine, con Maestri diversi che utilizzavano disegni di sigilli diversi, mentre le Commende Regionali, a volte, presentavano, variazioni uniche, che le identificavano in modo univoco. Il simbolismo di questi sigilli “secondari” comprendeva: croci di varie forme e stili, l’Agnus Dei ed immagini militari e sacre combinate insieme, per rafforzare la loro doppia identità di monaci e cavalieri. Alcuni sigilli raffiguravano addirittura, la Chiesa del Santo Sepolcro, che rifletteva il cuore spirituale della vocazione templare e la loro identità di Custodi della tomba di Cristo. Dopo il 1307 accade qualcosa di straordinario: i sigilli si fermano. L’arresto e la repressione dei Templari sotto Filippo IV di Francia, infatti non si limitarono a smantellare l’Ordine, ma posero bruscamente fine ad un sistema amministrativo durato secoli. I sigilli vennero confiscati, distrutti o semplicemente non vennero mai più utilizzati. Da una prospettiva storica di tipo archeologico, questo ha creato una rottura chiara e databile nella cultura materiale di una civiltà, o, come in questo caso di un ordine cavalleresco, rappresentando uno di quei rari momenti, nei quali la storia lascia un segno netto. Ma se il sigillo è la firma di ogni Gran Maestro, Maestro, Cavaliere, o Commenda, la carta è la storia dell’Ordine, nella sua interezza. Le Carte Templari, certificano, infatti: concessioni e donazioni di terreni, transazioni finanziarie, accordi con re, nobili e Chiesa e privilegi concessi dall’autorità papale. Questi documenti non sono dunque curiosità rare, da collezionisti, ma la spina dorsale amministrativa di una delle organizzazioni più sofisticate del mondo medievale, in tutto e per tutto comparabili a quelli conservati negli odierni Archivi di Stato e si trovano presso archivi biblioteche e musei, in quasi tutto il mondo. La Francia, essendo il luogo di nascita dell’Ordine, possiede un’ampia documentazione antica dello stesso, in particolare i Cartulari di Champagne e Borgogna conservati presso gli Archivi Nazionali di Parigi. L’Inghilterra possiede invece, custoditi presso gli Archivi Nazionali di Kew, i documenti della Temple Church di Londra ed i conti dettagliati delle proprietà terriere e delle finanze dei Templari, in quel Paese. In Spagna e Portogallo, possiamo, invece, trovare archivi relativi alla successiva trasformazione dell’Ordine del Tempio nell’Ordine di Cristo e documenti del periodo della Reconquista. Negli Archivi vaticani, infine, sono conservate alcune Bolle Papali, come la “Omne Datum Optimum” del 1139 che concedevano privilegi straordinari ai Templari, ma soprattutto gli Atti Processuali della soppressione dell’Ordine. In conclusione se il fascino moderno per i Templari spesso sfocia nel mito, con racconti di tesori nascosti, conoscenze segrete, cospirazioni, i loro Sigilli e le loro Carte, ci raccontano una storia diversa. I Templari, erano un’organizzazione disciplinata e strutturata, profondamente radicata nei sistemi giuridici ed economici dell’Europa medievale e capace di operare velocemente con precisione e coordinamento internazionale. Insomma, i Templari, non erano solo guerrieri, ma, anche amministratori, finanzieri e diplomatici. Se quindi, le vetrate delle cattedrali gotiche ci mostrano come il mondo medievale immaginava il paradiso in Cielo, i sigilli e le carte Templari, ci mostrano come essi governavano il mondo sulla Terra. I Cavalieri Templari, possono quindi non dominare le finestre delle cattedrali gotiche, ma essere ovunque nella cera, nella pergamena e nell’inchiostro, dove la loro presenza è Tranquilla. Autorevole. Innegabile.

Père Sisyphe

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